La cadu­ta dei capel­li è un feno­me­no che potreb­be rive­lar­si tem­po­ra­neo, quin­di dovu­to a fat­to­ri cicli­ci o momen­ta­nei, come ad esem­pio for­ti perio­di di stress cui è sot­to­po­sta la per­so­na oppu­re duran­te i cam­bi di sta­gio­ne, ma in altri casi potreb­be dipen­de­re da cau­se più pre­oc­cu­pan­ti e tra­sfor­mar­si nel tem­po in una vera e pro­pria pato­lo­gia. Si rive­la quin­di neces­sa­rio ave­re una dia­gno­si atten­di­bi­le sul­lo sta­to del pro­ble­ma, per que­sto si con­si­glia di con­sul­ta­re con tem­pe­sti­vi­tà un esper­to del set­to­re, come il tri­co­lo­go, che sia in gra­do di ana­liz­za­re la situa­zio­ne e stu­dia­re una tera­pia adat­ta a con­tra­sta­re il feno­me­no del­la cadu­ta.

Per ese­gui­re una valu­ta­zio­ne cor­ret­ta, vi sono a dispo­si­zio­ne del tri­co­lo­go diver­si test, alcu­ni mol­to sem­pli­ci e imme­dia­ti altri inve­ce neces­si­ta­no di appa­rec­chia­tu­re appo­si­te, che pos­so­no esse­re effet­tua­ti per ana­liz­za­re la cute e i capel­li e indi­vi­dua­re il gra­do di gra­vi­tà del­la cal­vi­zie. L’anam­ne­si si basa in pri­mis su un’attenta valu­ta­zio­ne del­la sto­ria fami­lia­re del­la per­so­na, del suo sta­to fisio­lo­gi­co, del tipo di ali­men­ta­zio­ne che segue e se assu­me o no far­ma­ci.

Elen­che­re­mo di segui­to i 5 esa­mi più atten­di­bi­li per ese­gui­re una dia­gno­si cor­ret­ta, sot­to­li­nean­do che se ripe­tu­ti seguen­do un cer­to inter­val­lo, si potrà ave­re infor­ma­zio­ni più det­ta­glia­te sul pro­gre­di­re o meno del­la per­di­ta.

  1. tri­co­sco­pia: si trat­ta di un esa­me non inva­si­vo e con­si­ste nell’osservazione del cuo­io capel­lu­to attra­ver­so un micro­sco­pio digi­ta­le. L’immagine che sarà resti­tui­ta per­met­te un ingran­di­men­to fino a 200 vol­te con­sen­ten­do di rac­co­glie­re diver­si dati come il dia­me­tro del capel­lo, la den­si­tà del­la chio­ma e la vasco­la­riz­za­zio­ne.
  2. tri­co­gram­ma: con­sta nel pre­lie­vo di cir­ca 50 – 100 capel­li, taglia­ti a pochi cen­ti­me­tri dall’estremità, che sono poi immer­si in acqua, osser­va­ti al micro­sco­pio e ripar­ti­ti in ana­gen, cata­gentelo­gen. Se la per­cen­tua­le del telo­gen è oltre il 20%, allo­ra si è in pre­sen­za di una cadu­ta di tipo pato­lo­gi­ca, se con­tra­ria­men­te la per­cen­tua­le rima­ne tra 11 e 15% signi­fi­ca che i valo­ri sono nel­la nor­ma. Attra­ver­so que­sto esa­me è pos­si­bi­le sta­bi­li­re: il dia­me­tro del fusto dei capel­li, lo sta­to del­la cuti­co­la, la pre­sen­za di squa­me e malat­tie varie.
  3. mine­ra­lo­gram­ma: per­met­te di veri­fi­ca­re la com­po­si­zio­ne dei mine­ra­li pre­sen­ti nei capel­li. Dopo aver pre­le­va­to cir­ca un gram­mo di capel­li dal­la zona del­la nuca, si por­ta il cam­pio­ne in ambien­te ste­ri­le e s’immerge in una solu­zio­ne appo­si­ta, dove vie­ne sti­mo­la­to con ultra­suo­ni e freon. Se i risul­ta­ti evi­den­zia­no la pre­sen­za di mine­ra­li tos­si­ci come ad esem­pio piom­bo, mer­cu­rio, arse­ni­co, allo­ra si può prov­ve­de­re a cor­reg­ge­re l’alimentazione e sta­bi­li­re una cura spe­ci­fi­ca.
  4. pull test: si trat­ta di un esa­me sem­pli­ce e si ese­gue tiran­do, sen­za strap­pa­re, una cioc­ca di capel­li veri­fi­can­do come que­sta si stac­ca dal­la cute, in altre paro­le: se si stac­ca­no tra i 20 e i 100 capel­li con i loro bul­bi, si è in pre­sen­za di un efflu­vio; se il nume­ro di capel­li inve­ce è bas­so e la per­so­na pre­sen­ta chia­ra­men­te una cal­vi­zie, si è di fron­te a un deflu­vio; infi­ne se i capel­li si stac­ca­no sen­za i bul­bi, spez­zan­do­si, que­sto può esse­re sin­to­mo di com­por­ta­men­ti sba­glia­ti inflit­ti ai capel­li, come ad esem­pio l’utilizzo rei­te­ra­to di pro­dot­ti chi­mi­ci.
  5. wash test: si chie­de alla per­so­na di rac­co­glie­re e con­ta­re i capel­li per­si duran­te una set­ti­ma­na di lavag­gi. Se il nume­ro si col­lo­ca oltre il miglia­io, allo­ra si è in pre­sen­za di una cadu­ta con­si­sten­te ed è bene inter­ve­ni­re subi­to.

Infi­ne, ricor­dia­mo di rivol­ger­si sem­pre a cen­tri spe­cia­liz­za­ti nel­la cura di que­ste pato­lo­gie e richie­de un check up, inol­tre inter­ve­ni­re in pre­stez­za può inci­de­re posi­ti­va­men­te sul­la solu­zio­ne del pro­ble­ma.

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