Quan­do si acqui­sta una par­ruc­ca per che­mio­te­ra­pia, biso­gna spes­so affron­ta­re un esbor­so eco­no­mi­co non ordi­na­rio, per una neces­si­tà che va al di là del mero aspet­to este­ti­co.

È dimo­stra­to come, infat­ti, la per­di­ta dei capel­li sia uno degli aspet­ti del­la pato­lo­gia a più alto impat­to psi­co­lo­gi­co sul­le don­ne, che solo una par­ruc­ca può, in par­te, leni­re. Anche il siste­ma sani­ta­rio ita­lia­no e l’Agenzia del­le entra­te han­no deli­be­ra­to ciò con la riso­lu­zio­ne n.9/E del 16 Feb­bra­io 2010:

“[…] se si tie­ne in con­si­de­ra­zio­ne la fun­zio­ne del­la par­ruc­ca di cor­re­zio­ne di un dan­no este­ti­co con­se­guen­te ad una pato­lo­gia e, con­tem­po­ra­nea­men­te, di sup­por­to in una con­di­zio­ne di gra­ve disa­gio psi­co­lo­gi­co, non vi sono dub­bi sul­la pos­si­bi­li­tà di carat­te­riz­za­re tale fun­zio­ne come sani­ta­ria”.

Que­sta riso­lu­zio­ne defi­ni­sce quin­di, in manie­ra ine­qui­vo­ca­bi­le come la par­ruc­ca non sia un vez­zo este­ti­co, ma una neces­si­tà per­so­na­le per affron­ta­re un perio­do mol­to deli­ca­to del­la vita di una per­so­na.

Quin­di, chi deve soste­ne­re que­sto acqui­sto, in segui­to alle tera­pie inva­si­ve per la cura di un tumo­re, può ricor­re­re ad una esen­zio­ne sta­ta­le dell’Irpef, pari al 19% del costo del­la par­ruc­ca per che­mio­te­ra­pia stes­sa.

Que­sta esen­zio­ne per­met­te, dopo aver pre­sen­ta­to la rego­la­re docu­men­ta­zio­ne, di recu­pe­ra­re appun­to que­sto 19% al momen­to del­la denun­cia dei red­di­ti, cate­go­riz­zan­do la par­ruc­ca come un dispo­si­ti­vo sani­ta­rio.

Per­ché una par­ruc­ca per che­mio­te­ra­pia sia, però, defi­ni­bi­le come una spe­sa sani­ta­ria, biso­gna sia fab­bri­ca­ta ed immes­sa nel mer­ca­to secon­do quan­to sta­bi­li­to dal­lo stes­so decre­to, che fa rife­ri­men­to alla Diret­ti­va 93/42/CEE e deve esse­re quin­di mar­ca­ta CE.

CHE COSA SERVE PER POTER GODERE DI TALE SGRAVIO FISCALE?

  • Fat­tu­ra di acqui­sto del­la par­ruc­ca, con­te­nen­te il codi­ce fisca­le del­la per­so­na e la dici­tu­ra “acqui­sto par­ruc­ca”;
  • Docu­men­ti medi­ci – che pos­so­no anche esse­re rila­scia­ti dal medi­co curan­te – che atte­sti­no lo sta­to di salu­te del­la pazien­te e le tera­pie a cui si sta sot­to­po­nen­do o è sta­ta sot­to­po­sta l’interessata;
  • Un atte­sta­to mar­ca­to CE di con­for­mi­tà, secon­do la Diret­ti­va 93/42/CEE, che i cen­tri spe­cia­liz­za­ti vi devo­no rila­scia­re al momen­to dell’acquisto.

Acqui­si­ta que­sta docu­men­ta­zio­ne, quin­di, sarà vostro dirit­to recu­pe­ra­re il 19% dell’Irpef sull’acquisto di una par­ruc­ca per che­mio­te­ra­pia.

Pho­to cre­dit: bustle.com