La cadu­ta dei capel­li inte­res­sa ogni anno mol­te per­so­ne, sia don­ne sia uomi­ni, ma quan­do que­sta si tra­sfor­ma in pato­lo­gia? Esi­sto­no degli esa­mi tri­co­lo­gi­ci ad hoc per indi­vi­dua­re l’entità del pro­ble­ma, vedia­mo assie­me qua­li sono.

Per pri­ma cosa è impor­tan­te rile­va­re che que­sti esa­mi pos­so­no esse­re indi­ca­ti dopo aver effet­tua­to una pri­ma visi­ta tri­co­lo­gi­ca pres­so un cen­tro tri­co­lo­gi­co pre­po­sto e che la scel­ta degli esa­mi da fare è a discre­zio­ne dell’esperto poi­ché ser­ve per com­ple­ta­re l’anamnesi del pazien­te e stu­dia­re le cau­se che han­no indot­to ad una cadu­ta dei capel­li mag­gio­re rispet­to alla nor­ma. Le dia­gno­si tri­co­lo­gi­che si basa­no sui respon­si dati da deter­mi­na­ti esa­mi per deter­mi­na­re la cal­vi­zie, si trat­ta di esa­mi stru­men­ta­li e pro­ce­du­re sem­pli­ci come ad esem­pio:

  • Wash test –> si può com­pie­re diret­ta­men­te da casa e con­si­ste nel lava­re la chio­ma in un reci­pien­te o lavan­di­no per rac­co­glie­re, con­ta­re ed osser­va­re i capel­li che si stac­ca­no. Il test dev’essere com­piu­to dopo un deter­mi­na­to perio­do, cir­ca ad una set­ti­ma­na di distan­za dall’ultimo lavag­gio. Il nume­ro dei capel­li cadu­ti rive­la la pos­si­bi­le enti­tà del pro­ble­ma, ossia nel telo­gen efflu­vium il nume­ro si aggi­ra sui 200 ma può anche supe­ra­re il miglia­io.
  • Con­teg­gio gior­na­lie­ro –> con­si­ste nel con­ta­re per cir­ca 14 gior­ni tut­ti i capel­li che cado­no (si pos­so­no tro­va­re sul cusci­no, sul­la spaz­zo­la, sui vesti­ti e dopo il lavag­gio). Si trat­ta però di una pro­ce­du­ra non pie­na­men­te atten­di­bi­le poi­ché richie­de­reb­be una ricer­ca osses­si­va dei capel­li cadu­ti e che non garan­ti­sce infor­ma­zio­ni più atten­di­bi­li rispet­to al test descrit­to in pre­ce­den­za.
  • Tri­co­gram­ma –> per­met­te di defi­ni­re la for­mu­la pila­re, ossia sta­bi­li­re se i capel­li per­si sia­no in fase ana­gen o telo­gen e di iden­ti­fi­ca­re l’importanza del feno­me­no. Si ese­gue strap­pan­do in deter­mi­na­te aree un cam­pio­ne di cir­ca 100 capel­li che poi saran­no stu­dia­ti e ana­liz­za­ti al micro­sco­pio per valu­ta­re le per­cen­tua­li di ana­gen, telo­gencata­gen. Di nor­ma le pro­por­zio­ni sono: 85% ana­gen, 14% telo­gen e 1% cata­gen; se que­ste doves­se­ro disco­star­si di mol­to, potreb­be indi­ca­re un pro­ble­ma di cal­vi­zie.
  • Esa­me al micro­sco­pio –> per ana­liz­za­re i capel­li si deve pri­ma ese­gui­re il wash test e con­se­gna­re il cam­pio­ne rac­col­to al labo­ra­to­rio. Attra­ver­so l’uso di un micro­sco­pio otti­co a bas­so ingran­di­men­to si potrà ripar­ti­re il cam­pio­ne in varie cate­go­rie: capel­li in ana­gen, telo­gencata­gen. Si potrà stu­dia­re le carat­te­ri­sti­che strut­tu­ra­li dei capel­li come: il dia­me­tro di fusti e bul­bi, lo sta­to di con­ser­va­zio­ne del­la cuti­co­la ester­na, ano­ma­lie strut­tu­ra­li con­ge­ni­te o acqui­si­te. Ad esem­pio, se si doves­se­ro riscon­tra­re defi­cit pro­tei­ci i bul­bi saran­no pic­co­li, con dia­me­tro ridot­to dei fusti; nel caso di dan­ni subi­ti da trat­ta­men­ti cosme­ti­ci fisi­co-chi­mi­ci (phon, spaz­zo­le, deco­lo­ra­zio­ni, tin­te, ecc.) si può nota­re tri­cop­ti­lo­si, tri­co­res­si e pseu­do­mo­no­le­trix. Quest’esame, inol­tre, è in gra­do di indi­vi­dua­re sostan­ze estra­nee al fusto come spo­re fun­gi­ne, squa­me, len­di­ni ed altri.

Infi­ne, abbia­mo descrit­to solo alcu­ni degli esa­mi tri­co­lo­gi­ci per iden­ti­fi­ca­re la cal­vi­zie, ne esi­sto­no anche altri che pos­so­no esse­re abbi­na­ti a test appe­na espres­si e che aiu­te­ran­no a costrui­re un qua­dro più pre­ci­so del­la situa­zio­ne del­la cal­vi­zie.