Il cuoio capel­luto è l’area della testa in cui risie­dono i capelli, oltre a pro­teg­gere il nostro cer­vello da fat­tori cli­ma­tici che potreb­bero rive­larsi dan­nosi, svolge anche una fun­zione ter­mo­re­go­la­trice, libe­rando il calore in eccesso dal nostro corpo. Il cor­retto fun­zio­na­mento del cuoio capel­luto è impor­tante per la salute dei capelli, in quanto al suo interno risie­dono vasi capil­lari e ghian­dole, infatti, un’alterazione delle sue nor­mali fun­zioni potrebbe cau­sare dei problemi.

A quali le ano­ma­lie del cuoio capel­luto biso­gna fare attenzione?

Il pru­rito del cuoio capel­luto è un feno­meno abba­stanza comune, che può pre­sen­tarsi in simul­ta­neità al dolore alla cute, è impor­tante non sot­to­va­lu­tare que­sto sin­tomo per­ché potrebbe essere il cam­pa­nello di allarme di qual­cosa di più importante.

Un altro sin­tomo al quale pre­stare atten­zione è il dolore al cuoio capel­luto (tri­co­di­nia), in quanto la sua pre­senza potrebbe segna­lare un pro­blema alla salute dei capelli di varia natura e più o meno grave, come un’infiammazione in atto, ed è fon­da­men­tale inter­ve­nire tem­pe­sti­va­mente per eli­mi­nare il fasti­dio. La pato­lo­gia si mani­fe­sta con un senso d’irritazione e infiam­ma­zione loca­liz­zati alla radice del capello e a volte può essere col­le­gata anche alla caduta dei capelli.

Tra le ano­ma­lie della cute più dif­fuse, che pos­sono avere come segnale pru­rito e dolore, è pos­si­bile indi­vi­duare la cute secca, la for­fora e la sebor­rea, que­ste vedono un’alterazione del giu­sto fun­zio­na­mento del cuoio. Rispet­ti­va­mente la man­canza di un cor­retto apporto di acqua e lipidi oppure l’abbondante pre­senza di cel­lule morte sul cuoio o ancora l’eccesiva crea­zione di sebo, può cau­sare dei danni ai capelli rap­pre­sen­tando, nella peg­giore dell’ipotesi, una con­causa nella caduta dei capelli.

Altre pato­lo­gie del cuoio capel­luto sono la der­ma­tite sebor­roica e la pso­riasi. Nel primo caso que­sta può essere con­fusa all’aspetto con la for­fora poi­ché pre­senta una desqua­ma­zione della cute, ma la sua natura è legata a una pro­du­zione in esu­bero di grasso da parte delle ghian­dole seba­cee, che si veri­fica soprat­tutto nella zona della cute dove que­ste hanno una con­cen­tra­zione mag­giore. Per quanto riguarda la pso­riasi si tratta di una malat­tia della pelle che si pre­senta con chiazze ros­sa­stre e squame bianco-grigiastre, la com­parsa di que­sta è legata all’ereditarietà gene­tica della persona.

Come inter­ve­nire?

Se si dovesse riscon­trare uno di que­sti sin­tomi, è impor­tante indi­vi­duare di quale tipo si tratti e quali pos­sono esserne le cause, per inter­ve­nire e risol­vere il pro­blema. Una visita del cuoio capel­luto e dei capelli può sicu­ra­mente essere illu­mi­nante e rivol­gersi a un buon cen­tro tri­co­lo­gico può fare la dif­fe­renza, infatti, un esperto sarà in grado di con­si­gliare come inter­ve­nire, per­ché ad ecce­zione della pso­riasi per la quale non si può giun­gere a una solu­zione defi­ni­tiva, le altre ano­ma­lie sono risol­vi­bili con trat­ta­menti e l’utilizzo di pro­dotti appositi.