La cadu­ta dei capel­li può esse­re di varia natu­ra ed esse­re più o meno pro­ble­ma­ti­ca, ecco per­ché è impor­tan­te fare chia­rez­za sul­le dif­fe­ren­ze tra efflu­viodeflu­vio, per indi­vi­dua­re e risol­ve­re il pro­ble­ma.

La cadu­ta dei capel­li si può veri­fi­ca­re per mol­ti moti­vi, di varia natu­ra e più o meno gra­vi, dal­la sta­gio­na­li­tà dovu­ta a ricam­bi di capel­li tra una sta­gio­ne e l’altra fino a pato­lo­gie di matri­ce ere­di­ta­ria, per que­sto è impor­tan­te indi­vi­dua­re di che tipo di cadu­ta si trat­ta e di con­se­guen­za, la stra­te­gia miglio­re per inter­ve­ni­re e argi­na­re il feno­me­no.

Efflu­viodeflu­vio han­no carat­te­ri­sti­che dif­fe­ren­ti, anche se in alcu­ne cir­co­stan­ze que­ste pos­so­no sovrap­por­si, ren­do­no osti­ca la dia­gno­si e con­se­guen­te­men­te l’individuazione del­la cura più effi­ca­ce. La tera­pia, infat­ti, deve esse­re mira­ta e adat­ta al pro­ble­ma da risol­ve­re, ecco per­ché capi­re con sicu­rez­za qua­li sono le cau­se del­la cadu­ta dei capel­li è fon­da­men­ta­le per evi­ta­re di anda­re incon­tro a un fal­li­men­to tera­peu­ti­co.

Scen­den­do più nel par­ti­co­la­re, ecco defi­ni­zio­ni e dif­fe­ren­ze:

  • efflu­vio –> è la cadu­ta di una quan­ti­tà rile­van­te di capel­li al gior­no. La cadu­ta può inte­res­sa­re l’inte­ro cuo­io capel­lu­to e, in alcu­ni casi, con­cen­trar­si nell’area supe­rio­re del­la testa, dove soli­ta­men­te si mani­fe­sta la cal­vi­zie andro­ge­ne­ti­ca oppu­re la tri­co­di­nia (dolo­re al cuo­io capel­lu­to). La per­di­ta cospi­cua di capel­li spes­so gene­ra ansia e pre­oc­cu­pa­zio­ne ma si trat­ta di un feno­me­no rever­si­bi­le e deli­mi­ta­to, dove il pelo e il fol­li­co­lo riscon­tra­no del­le ano­ma­lie tem­po­ra­nee. Nell’effluvio per cui non si veri­fi­ca una vera e pro­pria per­di­ta di capel­li, si trat­ta di un feno­me­no pas­seg­ge­ro e abba­stan­za comu­ne poi­ché acca­de alme­no una vol­ta nell’arco del­la vita. Seguen­do una cura adat­ta si note­ran­no una regres­sio­ne del feno­me­no e il ritor­no alla situa­zio­ne ori­gi­na­ria.
  • deflu­vio –> si trat­ta di una cadu­ta dei capel­li meno copio­sa rispet­to all’effluvio ma che ha però carat­te­re defi­ni­ti­vo: si veri­fi­ca, infat­ti, la pro­gres­si­va invo­lu­zio­ne del capel­lo ver­so il pelo vel­lus e la gra­dua­le atro­fia del fol­li­co­lo. Nel deflu­vio i capel­li che cado­no, infat­ti, non saran­no rim­piaz­za­ti da nuo­vi in futu­ro.

Entram­be le tipo­lo­gie di cadu­ta pos­so­no esse­re clas­si­fi­ca­te secon­do la fase di cre­sci­ta del capel­lo ed esse­re divi­se in ana­gen telo­gen. Con­cen­tran­do­si sul­la tipo­lo­gia più comu­ne, il deflu­vio telo­gen, si può affer­ma­re che, nel­la mag­gior par­te dei casi, que­sto gene­ra la cadu­ta dei capel­li più pre­oc­cu­pan­te: è, infat­ti, la mani­fe­sta­zio­ne tipi­ca dell’alo­pe­cia andro­ge­ne­ti­ca. Que­sta pato­lo­gia è dovu­ta al mal­fun­zio­na­men­to degli ormo­ni andro­ge­ni in una con­di­zio­ne di pre­di­spo­si­zio­ne o ere­di­ta­rie­tà alla cadu­ta: i capel­li cado­no in un nume­ro esi­guo ma l’involuzione degli stes­si aumen­te­rà nel tem­po facen­do­li appa­ri­re sem­pre più assot­ti­glia­ti, cor­ti e depig­men­ta­ti.

Infi­ne, si con­si­glia, per deter­mi­na­re esat­ta­men­te di che tipo­lo­gia di cadu­ta dei capel­li si trat­ta, di ese­gui­re un sem­pli­ce esa­me come il tri­co­gram­ma, rivol­gen­do­si ad un cen­tro tri­co­lo­gi­co spe­cia­liz­za­to per l’analisi del capel­lo e lo stu­dio di una cura atta a con­tra­sta­re la cadu­ta.

Pho­to Cre­dit: neurome.it