Esi­ste una rela­zione tra caduta dei capelli e un dieta ali­men­tare? Sicu­ra­mente vi è un rap­porto tra lo stato nutri­zio­nale e le che­ra­tine dure dei peli e delle unghie, infatti, diete troppo rigide e mal equi­li­brate hanno con­tri­buito all’aumento delle alo­pe­cia e delle ipo­tri­chie riscon­trate negli ultimi anni, in par­ti­co­lar modo nelle donne. Cer­ta­mente una dieta inap­pro­priata può con­tri­buire ad aggra­vare un defluivo già avviato, tal­volta in modo anche definitivo.

In una dieta apro­teica, il dia­me­tro del bulbo dei capelli si riduce note­vol­mente dopo soli 11 giorni. Dal quat­tor­di­ce­simo giorno è visi­bile una mar­cata ridu­zione del pig­mento mela­nico e solo dopo qual­che set­ti­mana la defi­ni­tiva per­dita delle guaine del fol­li­colo pilifero.

È impor­tante sot­to­li­neare che gli esami del san­gue, anche se nor­mali, non garan­ti­scono l’assenza di carenze pro­tei­che e di mine­rali a livello del capello. Una mode­sta tra­zione sul capello pro­voca, dopo una dieta dra­stica, la rot­tura intra­fol­li­co­lare del fusto dimo­strando un difetto del sistema di anco­rag­gio e la ridu­zione della tipica elasticità.

Esi­ste una distin­zione tra:

  • carenza pro­teica acuta;
  • carenza cro­nica.

Nella prima la per­cen­tuale dei capelli in ana­gen scende al 26/30 %, inol­tre i capelli mostrano pre­oc­cu­panti segni di atro­fia evi­den­zia­bili dalla ridu­zione del dia­me­tro dei bulbi.

Nella carenza pro­teica cro­nica (mara­sma) l’organismo tenta di adat­tarsi alla situa­zione di mal­nu­tri­zione con­ser­vando le pro­teine per le fun­zioni essen­ziali alla soprav­vi­venza e le alte­ra­zioni sul capello sono ancora più drammatiche.

Prima di pro­ce­dere con diete fai da te è quindi impor­tante farsi con­si­gliare da pro­fes­sio­ni­sti e medici sugli apporti nutri­zio­nali cor­retti, inol­tre qua­lora si dovesse veri­fi­care una caduta dei capelli supe­riore alla norma risulta d’obbligo una visita tri­co­lo­gica per chia­rire le cause del pro­blema e i metodi d’intervento.