Nono­stan­te que­sto tem­po estre­ma­men­te varia­bi­le, l’esta­te sta arri­van­do e con essa un perio­do deli­ca­to e pie­no di minac­ce per i nostri capel­li.

Con l’arrivo del­la bel­la sta­gio­ne, infat­ti, arri­va­no anche solerag­gi uvsal­se­di­neven­to e clo­ro, tut­ti ele­men­ti che pos­so­no sfi­bra­re e rovi­na­re le vostre chio­me.

Ecco quin­di alcu­ni uti­li con­si­gli per pren­der­vi cura dei vostri capel­li in esta­te:

  • ALIMENTAZIONE COMPLETA: per la salu­te del­le vostre cute e lun­ghez­ze è impor­tan­te un ali­men­ta­zio­ne com­ple­ta e varie­ga­ta. In par­ti­co­la­re, duran­te la sta­gio­ne esti­va è bene abbon­da­re di ali­men­ti con­te­nen­ti sostan­ze idra­tan­ti per i nostri capel­li qua­li pesce bian­co, olio d’oliva e noci, che vi aiu­te­ran­no a com­pen­sa­re l’effetto sfi­bran­te di una gior­na­ta di mare sui vostri capel­li.
  • RISCIAQUI: Duran­te una gior­na­ta al mare, o in pisci­na, abbia­te cura di sciac­qua­re con acqua dol­ce i vostri capel­li dopo ogni bagno. Sia il clo­ro che l’acqua sala­ta, infat­ti, pos­so­no sfi­bra­re i vostri capel­li ed irri­ta­re il vostro cuo­io.
  • CAPPELLO: duran­te le ore più cal­de (12 – 15) vi con­si­glia­mo l’utilizzo di un cap­pel­li­no (meglio se di paglia) o di un fou­lard per pro­teg­ger­vi dai rag­gi UVA che potreb­be­ro pene­tra­re nel vostro capel­lo, sec­can­do­lo irri­me­dia­bil­men­te.
  • BURRO DI KARITE’: in gene­ra­le, duran­te una gior­na­ta al sole, abbia­te cura di pro­teg­ge­re i vostri capel­li con una noce di bur­ro di Kari­tè, da distri­bui­re sul cuo­io e sul­le lun­ghez­ze per pro­teg­ger­ne la salu­te, pro­prio come la pro­te­zio­ne sola­re che usa­te per il vostro cor­po.
  • LAVAGGIO ATTENTO: la sera, duran­te la con­sue­ta doc­cia, vi dia­mo qual­che pic­co­lo accor­gi­men­to. Effet­tua­te sem­pre un risciac­quo fred­do, per chiu­de­re il busto del capel­lo ed usa­te un bal­sa­mo nutrien­te a base di aloe vera o camo­mil­la

Que­sti alcu­ni con­si­gli uti­li per pren­der­vi cura dei vostri capel­li in esta­te, ora non resta che goder­se­la!

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