L’iperidrosi deriva prin­ci­pal­mente dall’ecces­siva sudo­ra­zione e tal­volta può loca­liz­zarsi in aree ben defi­nite del corpo, come il cuoio capel­luto. In par­ti­co­lare le per­sone sog­gette a que­sta sudo­ra­zione supe­riore alla norma lamen­tano di aver pro­vato infi­nite cure e pro­dotti adatti allo scopo senza otte­nere nes­sun miglioramento.

Gene­ral­mente è bene rivol­gersi sem­pre ad un esperto tri­co­logo al fine di non con­fon­dere l’iperidrosi con l’eccesso di sebo che tal­volta può tran­quil­la­mente coe­si­stere con il pro­blema dell’eccessiva sudo­ra­zione. Il sebo infatti viene pro­dotto dalle ghian­dole seba­cee e il sudore, dalle ghian­dole sudo­ri­pare. Que­ste due non sono comun­que col­le­gate, ne tra di loro, ne con il fol­li­colo pili­fero. La pro­du­zione di que­ste ghian­dole può essere legata a diversi fat­tori: anzi­tutto per fat­tori gene­tici, ovvero costi­tu­zio­nali, ma anche per fat­tori ormo­nali, quali gli ormoni andro­geni, oppure ancora per fat­tori emo­zio­nali. E’ noto infatti che i sog­getti ansiosi spesso sudano di più ed hanno la cute più grassa rispetto alla norma. Inol­tre anche sti­moli mec­ca­nici, quali il pas­sare fre­quen­te­mente le dita fra i capelli, le spaz­zo­la­ture e l’uso del phon sti­mo­lano in par­ti­co­lare le ghian­dole seba­cee e favo­ri­scono una mag­giore dif­fu­sione del sebo lungo il fusto; e così anche i capelli lun­ghi sti­mo­lano una mag­giore pro­du­zione di sebo da parte delle ghian­dole sebacee.

Comun­que que­ste pro­ble­ma­ti­che si com­bat­tono con una buona igiene del cuoio capel­luto effet­tuando dei lavaggi fre­quenti con deter­genti molto deli­cati, oppure ese­guendo dei pee­ling con fre­quenza set­ti­ma­nale, oppure ancora, lavando i capelli 2 – 3 volte alla set­ti­mana con pro­dotti lie­ve­mente sgras­santi, seguiti dall’applicazione di lozioni seboequilibranti.