La cadu­ta dei capel­li può aumen­ta­re duran­te i cam­bi di sta­gio­ne in quan­to si trat­ta del nor­ma­le decor­so del ciclo di vita del capel­lo, quin­di un ricam­bio è fisio­lo­gi­co. Un rin­no­va­men­to dei capel­li è nor­ma­le poi­ché que­sti han­no un ciclo di vita che duran­te cer­ti perio­di va sce­man­do, di con­se­guen­za si nota una mag­gio­re per­di­ta: si tro­va­no più capel­li sul­la spaz­zo­la, cusci­no e vesti­ti. La cadu­ta dei capel­li quo­ti­dia­na­men­te si aggi­ra tra i 50 e i 70, ma duran­te i cam­bi di sta­gio­ne può arri­va­re a supe­ra­re i 100, per cui si trat­ta di un feno­me­no del tut­to nor­ma­le e non pre­oc­cu­pan­te. Infat­ti, una per­so­na in buo­na salu­te ha cir­ca il 90% dei capel­li in fase di cre­sci­ta, men­tre il 5 – 10% è pron­to a cade­re.

Come capi­re quan­do si trat­ta di una per­di­ta pato­lo­gi­ca?

La cadu­ta dei capel­li si può tra­sfor­ma­re in cal­vi­zie qua­lo­ra que­sta sia supe­rio­re ai limi­ti e pro­lun­ga­ta nel tem­po. Vi sono varie tipo­lo­gie di cal­vi­zie, alcu­ne reat­ti­ve e tem­po­ra­nee come nel caso di momen­ti di for­te stress, affa­ti­ca­men­to, assun­zio­ne di cer­ti far­ma­ci e alte­ra­zio­ni ormo­na­li, altre inve­ce pato­lo­gi­che che richie­do­no cure più spe­ci­fi­che.

Come trat­ta­re que­sti tipi di cal­vi­zie?

  1. Il pri­mo pas­so da com­pie­re è rivol­ger­si a un cen­tro tri­co­lo­gi­co per sta­bi­li­re qual è la gra­vi­tà del feno­me­no.
  2. Stu­dia­re assie­me al tri­co­lo­go la cura atta a ral­len­ta­re e fer­ma­re la cadu­ta dei capel­li. In que­sto momen­to è fon­da­men­ta­le riat­ti­va­re la fase ana­gen per sti­mo­la­re un nuo­vo ciclo di cre­sci­ta, si può fare attra­ver­so l’uso di lozio­ni, sham­poo e cre­me spe­ci­fi­che in aggiun­ta a trat­ta­men­ti con mac­chi­na­ri appo­si­ti. Inol­tre, è neces­sa­rio riat­ti­va­re la micro­cir­co­la­zio­ne del cuo­io capel­lu­to, zona alta­men­te vasco­la­riz­za­ta, per favo­ri­re gli appor­ti nutri­ti­vi a livel­lo del­la radi­ce del capel­lo.
  3. Ave­re costan­za nel segui­re la tera­pia indi­ca­ta anche quan­do si nota un miglio­ra­men­to del­la situa­zio­ne, poi­ché si potreb­be regre­di­re e tor­na­re nel­lo sta­to di par­ten­za, ecco per­ché il man­te­ni­men­to è una fase impor­tan­te per con­trol­la­re la cadu­ta e arre­star­la.

La cadu­ta dei capel­li si può con­tra­sta­re se indi­vi­dua­ta tem­pe­sti­va­men­te ed evi­ta­re di far­la dege­ne­ra­re e diven­ta­re pato­lo­gi­ca, è fon­da­men­ta­le non sot­to­va­lu­ta­re la situa­zio­ne, ma nem­me­no far­si pren­de­re dall’ansia, si deve inve­ce moni­to­ra­re la per­di­ta e, in caso di dub­bio, rivol­ger­si a un cen­tro spe­cia­liz­za­to per un con­sul­to.

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