Una ricer­ca ame­ri­ca­na avreb­be sta­bi­li­to una cor­re­la­zio­ne tra per­ma­nen­te e fibro­ma ute­ri­no. Lo stu­dio, con­dot­to dal­la pro­fes­so­res­sa Lau­ren Wise del Boston University’s Slo­ne Epi­de­mio­lo­gy Cen­ter, ha pre­so in esa­me un cam­pio­ne di 23mila don­ne afroa­me­ri­ca­ne non in meno­pau­sa, dal 1997 al 2009: l’etnia nera è, infat­ti, mag­gior­men­te sog­get­ta a con­trar­re que­sta for­ma tumo­ra­le e l’indagine avreb­be indi­vi­dua­to un lega­me tra que­sta pre­di­spo­si­zio­ne ed un mag­gior uso di liqui­di per lo sti­rag­gio dei capel­li (lo stes­so che si uti­liz­za per la per­ma­nen­te).

Ma la per­ma­nen­te, quin­di, com­por­ta rischi per la salu­te? Sen­za voler entra­re nel meri­to scien­ti­fi­co, cer­chia­mo di fare un po’ di chia­rez­za sull’argomento.

La per­ma­nen­te è un trat­ta­men­to di lun­ga dura­ta uti­liz­za­to per ren­de­re i capel­li ric­ci e con­fe­ri­re loro mag­gior volume. A base chi­mi­ca, sfrut­ta il prin­ci­pio per cui la for­ma natu­ra­le del capel­lo è deter­mi­na­ta dal­la dispo­si­zio­ne del­le cate­ne pep­ti­di­che, col­le­ga­te tra loro da pon­ti pep­ti­di­ci, disol­fu­ro, sali­ni e idro­ge­no: men­tre in una nor­ma­le mes­sa in pie­ga sono i lega­mi sali­ni e idro­ge­no che si rom­po­no a con­tat­to con l’acqua e si ricom­pon­go­no con l’asciugatura, la per­ma­nen­te va ad agi­re sui lega­mi disol­fu­ri­ci, che ven­go­no scis­si e poi ripri­sti­na­ti con l’ausilio di una solu­zio­ne ossi­dan­te (det­ta anche neu­tra­liz­zan­te).

La con­si­de­ra­zio­ne più ovvia è che non biso­gna esa­ge­ra­re con que­sto tipo di trat­ta­men­to, che ten­de ad inde­bo­li­re e sen­si­bi­liz­za­re i capel­li; in gra­vi­dan­za, poi, meglio pro­ce­de­re con una per­ma­nen­te leg­ge­ra, meno inva­si­va.

Rispet­to al pas­sa­to, quan­do veni­va effet­tua­ta con l’ausilio di pro­dot­ti mol­to aggres­si­vi, oggi, tut­ta­via, basta­no poche sem­pli­ci pre­cau­zio­ni per­ché la per­ma­nen­te non dan­neg­gi i capel­li.

Qua­li sono, dun­que, le rego­le da segui­re per evi­ta­re inu­ti­li rischi?

  1. Affi­dar­si sem­pre ad un pro­fes­sio­ni­sta, meglio anco­ra se è il nostro par­ruc­chie­re di fidu­cia, che cono­sce il nostro capel­lo e sa come appli­ca­re i pro­dot­ti in sicu­rez­za
  2. La dura­ta media di una per­ma­nen­te va dal­le 4 alle 8 set­ti­ma­ne, ma è oppor­tu­no non ripe­te­re il trat­ta­men­to più di 34 vol­te all’anno.
  3. Non uti­liz­za­re la per­ma­nen­te su capel­li fini e sfi­bra­ti.
  4. Non abbi­na­re la per­ma­nen­te ad altri trat­ta­men­ti inva­si­vi qua­li le tin­te.
  5. Una vol­ta ese­gui­to il trat­ta­men­to, nutri­re i capel­li uti­liz­zan­do un bal­sa­mo idra­tan­te dopo lo sham­poo e un impac­co spe­ci­fi­co una vol­ta alla set­ti­ma­na.

Natu­ral­men­te le stes­se pre­cau­zio­ni val­go­no per i trat­ta­men­ti liscian­ti, anche se per que­sto sco­po esi­sto­no alter­na­ti­ve più “natu­ra­li” e meno inva­si­ve.

L’essenziale è non lasciar­si tra­spor­ta­re dal­la sma­nia del ric­cio ad ogni costo, ma valu­ta­re sem­pre se la pro­ce­du­ra che abbia­mo scel­to è adat­ta al nostro tipo di capel­li.