Per com­pren­de­re ed inter­ve­ni­re sul­le cau­se del pru­ri­to è bene fare una distin­zio­ne ini­zia­le. Nel caso in cui il pru­ri­to si mani­fe­sti sot­to for­ma di attac­co di pru­ri­to occa­sio­na­le, il feno­me­no è da con­si­de­rar­si non pato­lo­gi­co o per­lo­me­no non lega­to a cau­se sca­te­nan­ti. Vice­ver­sa, se si avver­te insi­sten­te­men­te un pru­ri­to con­ti­nua­to è con­si­glia­bi­le ricer­ca­re la fon­te del disa­gio.

In diver­si casi il pru­ri­to costan­te è da impu­ta­re a pro­ble­mi del cuo­io capel­lu­to come la der­ma­ti­te sebor­roi­ca o la for­fo­ra prin­ci­pal­men­te.

Per una com­ple­ta valu­ta­zio­ne è irri­nun­cia­bi­le pren­de­re in con­si­de­ra­zio­ne anche altri agen­ti che con­cor­ro­no alla mani­fe­sta­zio­ne dell’evento pru­ri­gi­no­so, tra i qua­li:

  • stress ed ansia
  • scar­sa cir­co­la­zio­ne san­gui­gna al cuo­io capel­lu­to
  • pol­ve­ri e smog negli ambien­ti di lavo­ro.

In par­ti­co­la­re, una cute tesa, un’eccessiva pro­du­zio­ne seba­cea ed una sudo­ra­zio­ne abbon­dan­te devo­no esse­re neces­sa­ria­men­te nor­ma­liz­za­te con l’aiuto di mas­sag­gi cuta­nei nel pri­mo caso e con pro­dot­ti igie­ni­ci nei restan­ti due.

Duran­te il perio­do dei trat­ta­men­ti è meglio evi­ta­re di grat­tar­si insi­sten­te­men­te al fine di limi­ta­re esco­ria­zio­ni ecces­si­ve che pos­so­no por­ta­re al dan­neg­gia­men­to dei capel­li e dei rela­ti­vi fol­li­co­li.
Allo stes­so modo si con­si­glia un lavag­gio dei capel­li più fre­quen­te (tri-set­ti­ma­na­le o gior­na­lie­ro a secon­da dei casi) pre­stan­do atten­zio­ne ad una per­fet­ta deter­sio­ne del cuo­io capel­lu­to.