I tur­ban­ti per che­mio­te­ra­pia, assie­me alle par­ruc­che, rap­pre­sen­ta­no un aiu­to rea­le per le per­so­ne che devo­no attra­ver­sa­re momen­ti mol­to deli­ca­ti. La par­ruc­ca, infat­ti, offre un sup­por­to fisi­co e psi­co­lo­gi­co alle don­ne che vedo­no muta­re la pro­pria imma­gi­ne, in segui­to a deter­mi­na­te tera­pie. Per non stra­vol­ge­re il pro­prio aspet­to sce­glie­re la par­ruc­ca adat­ta è impor­tan­te, poi­ché que­sta andrà indos­sa­ta in occa­sio­ni pub­bli­che ed uffi­cia­li. Mol­te per­so­ne però pre­fe­ri­sco­no non por­ta­re la par­ruc­ca anche quan­do si è a casa e alter­nar­la ad un tur­ban­te per che­mio­te­ra­pia. Quest’ultimo deve ave­re pre­ci­se carat­te­ri­sti­che per garan­ti­re il mas­si­mo com­fort a chi lo indos­sa, ossia:

  • Esse­re tra­spi­ra­bi­le;
  • Esse­re anal­ler­gi­co;
  • Esse­re con­for­te­vo­le;
  • Ave­re fun­zio­ne ter­mo­re­go­la­tri­ce;
  • Non ave­re cuci­tu­re o poche;
  • Esse­re com­po­sto da mate­ria­li natu­ra­li.

Alcu­ne di que­ste carat­te­ri­sti­che sono date dal­la tipo­lo­gia di mate­ria­le scel­to e dal­la sua lavo­ra­zio­ne. I mate­ria­li con­si­glia­ti sono:

  • Visco­sa di bam­bù –> si trat­ta di un mate­ria­le natu­ra­le al 100% e bio­de­gra­da­bi­le. È mol­to mor­bi­do al tat­to ed ha fun­zio­ni anti­bat­te­ri­che e tra­spi­ran­ti. Il mate­ria­le assor­be il sudo­re in ecces­so garan­ten­do l’areazione del cuo­io capel­lu­to. Pro­teg­ge, inol­tre, dai rag­gi UV e non crea irri­ta­zio­ni anche alle pel­li più sen­si­bi­li.
  • Coto­ne –> fibra vege­ta­le famo­sa per la sua resi­sten­za e tra­spi­ra­bi­li­tà. È un mate­ria­le deli­ca­to adat­to a tut­ti i tipi di pel­le, ha un buon pote­re assor­ben­te e ter­mo­re­go­la­to­re.
  • Cash­me­re –> è una fibra di ori­gi­ne ani­ma­le, ela­sti­ca, mor­bi­da e mol­to cal­da. Ha un buon pote­re assor­ben­te lascian­do fuo­riu­sci­re l’umidità in ecces­so pro­dot­ta dal cor­po. È par­ti­co­lar­men­te adat­ta per la sta­gio­ne inver­na­le.

I tur­ban­ti devo­no per­met­te­re la gestio­ne del volu­me, non pos­so­no esse­re trop­po piat­ti o ade­ren­ti. Esi­sto­no prin­ci­pal­men­te tre model­li di tur­ban­ti:

  • Con lac­ci –> cor­re­da­ti da due fasce che pos­so­no esse­re allac­cia­te die­tro la nuca oppu­re late­ral­men­te;
  • Cuf­fiet­ta –> cuf­fiet­ta con un pic­co­lo ela­sti­co situa­to poste­rior­men­te. Nel­la par­te fron­ta­le o late­ra­le può esse­re abbel­li­ta da deco­ra­zio­ni o lavo­ra­zio­ni par­ti­co­la­ri.
  • Cuf­fiet­ta con fascia –> com­po­sta da una cuf­fiet­ta e una fascia che pos­so­no esse­re indos­sa­te sin­go­lar­men­te o assie­me secon­do le neces­si­tà.

È importante sapere che:

Tut­ti i tur­ban­ti per che­mio­te­ra­pia devo­no ripor­ta­re la Cer­ti­fi­ca­zio­ne CE di dispo­si­ti­vi medi­ci.