Siete anche voi pre­oc­cu­pati dalla quan­tità di capelli che tro­vate ogni mat­tina sul cuscino? O da quanti ne restano sulla spaz­zola ogni volta che vi pet­ti­nate? Siete stan­chi di que­sta sen­sa­zione allar­mante? Da oggi anche per­dere i capelli fa un po’ meno paura. E’ di que­sti giorni uno stu­dio che pro­mette di dare una nuova spe­ranza a tutta la popo­la­zione afflitta da cal­vi­zie, che ammonta ormai a circa la metà dei 50enni del mondo occidentale.

Lo stu­dio, pub­bli­cato da una famosa rivi­sta scien­ti­fica, è stato testato dai ricer­ca­tori sui topi, dando risul­tati inco­rag­gianti. Ma come fun­zione que­sto inno­va­tivo metodo? Si basa sull’utilizzo di cel­lule sta­mi­nali umane. Le cel­lule sta­mi­nali infatti risul­tano essere il campo per­fetto da dove far nascere cel­lule di papilla der­mica, che sono alla base della for­ma­zione del fol­li­colo pili­fero. Fino ad oggi infatti, il pro­blema era pro­prio che ripro­du­cendo que­ste ultime cel­lule pro­prie del capello, que­ste per­de­vano di effi­ca­cia, non riu­scendo a pro­durre poi il fol­li­colo.
Con l’utilizzo di cel­lule sta­mi­nali invece, si è riu­scito ad ovviare a que­sto pro­blema ed i primi espe­ri­menti di labo­ra­to­rio, con­dotti con cel­lule umane sui topi, hanno dato esiti posi­tivi: ai pic­coli rodi­tori sono cre­sciuti i capelli!

Ed ora? Ed ora lo stu­dio va avanti, si passa alla nuova fase, quella di spe­ri­men­ta­zione sull’uomo. I ricer­ca­tori sono fidu­ciosi che l’impianto di cel­lule di papilla der­mica creata in labo­ra­to­rio sulla cute di per­sone affette da cal­vi­zie, possa dare i risul­tati spe­rati: la ricre­scita di nuovi e forti capelli. Un metodo che potrebbe, per­fino, sop­pian­tare i tra­di­zio­nali tra­pianti di capelli in quanto, a dif­fe­renza di que­sta pro­ce­dura, la quan­tità di cel­lule nuove che pos­sono nascere dalle sta­mi­nali sono infi­nite, a dif­fe­renza dei fol­li­coli pili­feri che si tra­pian­tano ora.

Un metodo, quindi, che sem­bra una vera e pro­pria rivo­lu­zione nella tri­co­lo­gia moderna, non pos­siamo che augu­rarci che le suc­ces­sive fasi dello stu­dio man­ten­gano que­ste inco­rag­gianti premesse.