Sono sem­pre di più le donne che sof­frono di alo­pe­cia. Enzo Maria Nico­lini, docente dell’Università Tor Ver­gata di Roma e chi­rurgo pla­stico dell’istituto der­mo­pa­tico dell’Immacolata (Idi) della capi­tale, sot­to­li­nea come ormai solo il 60% degli inter­venti pra­ti­cati con­tro la cal­vi­zie siano desti­nati agli uomini. Nella mag­gior parte dei casi, uomini che hanno rag­giunto una posi­zione lavo­ra­tiva sta­bile, nella quale l’immagine assume un ruolo determinante.

Una per­cen­tuale in calo rispetto al recente pas­sato, al con­tempo però cre­scono le richie­ste fem­mi­nili. In par­ti­co­lare aumen­tano le donne mana­ger che risen­tono di una ecces­siva caduta di capelli, cau­sata da ecces­sive sti­mo­la­zioni ormo­nali, cau­sate a loro volta da forte stress e ten­sione sul posto di lavoro. In netta mino­ranza, invece, le richie­ste di infol­ti­me­menti o tra­pianti da parte di gio­vani, uomini e donne, i quali cer­cano di pre­ve­nire caduta e dira­da­mento con trat­ta­menti specifici.