Una gio­vane donna ha por­tato la sua testi­mo­nianza pub­bli­cando su You Tube alcuni video che scan­di­scono le tappe della sua malat­tia, la tri­co­til­lo­ma­nia, affron­tando il pro­blema e non nascon­dendo i suoi stati d’animo nem­meno nei momenti di scon­forto. In poco tempo la ragazza è diven­tata una star del web, con molte visualizzazioni.

Rebecca è una ragazza lon­di­nese e rac­conta che il disa­gio è comin­ciato all’età di undici anni quando si toc­cava i capelli solo come segno d’insicurezza, ma poi qual­che anno dopo il passo è stato breve e strap­parsi i capelli è diven­tata un’abitudine, scon­fi­nando nella pato­lo­gia vera e pro­pria. La gio­vane donna spiega che strap­pare i capelli le pro­vo­cava sol­lievo e una sen­sa­zione di benes­sere imme­diata. La tri­co­til­lo­ma­nia se pro­tratta nel tempo pro­voca la com­parsa di chiazze gla­bre a livello del cuoio capel­luto o delle aree di cute coin­volte. Que­sto gesto auto­le­sio­ni­sta non porta solo alla cal­vi­zie, ma può cau­sare anche danni di entità più impor­tante come ferite del cuoio capel­luto, con con­se­guenze per la salute della per­sona. La neces­sità che induce a strap­pare i capelli si mani­fe­sta come rispo­sta a uno stato di ten­sione emo­tiva, che non trova sfogo in modo alter­na­tivo. Que­sta pato­lo­gia nasconde, infatti, un disa­gio per­so­nale e sociale nella per­sona affetta e non solo, a volte quando il gesto non è con­trol­la­bile, anche un pro­blema di tipo psi­co­lo­gico. Inter­ve­nire tem­pe­sti­va­mente per risol­vere la situa­zione e rivol­gersi a uno spe­cia­li­sta che inter­preti nella maniera cor­retta la malat­tia è fondamentale.

Rebecca adesso sta gua­rendo, con l’aiuto di una tera­pia adatta al suo disturbo, e i video sul web testi­mo­niano il per­corso che ha com­piuto per rag­giun­gere la gua­ri­gione. Il corag­gioso esem­pio della ragazza può aiu­tare tante altre per­sone ad affron­tare con­sa­pe­vol­mente il pro­prio problema.