Vediamo quale signi­fi­cato può essere attri­buito al capello e qual è stato il suo uti­lizzo nel tempo nella mostra “I capelli”.

Molto spesso si pensa che solo oggetti arti­stici come qua­dri, scul­ture, foto­gra­fie siano degne di essere rac­con­tati tra­mite per­corsi di alle­sti­menti museali, ma non solo que­sti oggetti sono sim­bolo di una cul­tura e della sua espres­sione, infatti, anche i capelli pos­sono nar­rare qual­cosa a pro­po­sito dell’evoluzione della moda e della società nel tempo. Men­zio­niamo una mostra in par­ti­co­lare, “I capelli – Sto­ria e sto­rie attorno al capello”, alle­stita presso il Museo di cul­tura popo­lare di Egna (Bol­zano) e visi­ta­bile dal 2 aprile al 31 otto­bre 2013.
L’obiettivo della mostra è di pre­sen­tare l’evoluzione della cul­tura del capello e i signi­fi­cati sociali attri­buiti a esso dalle varie gene­ra­zioni. L’esposizione al pub­blico di oggetti che pre­ve­de­vano l’applicazione del capello come nel caso di alcuni fer­ma­gli della prima metà dell’Ottocento oppure di monili e meda­glioni che con­te­ne­vano una ciocca di capelli che l’amata donava al suo uomo, rap­pre­senta la forza evo­ca­tiva attri­buita ai capelli.
L’uso di par­ruc­che è datato a tempi anti­chis­simi, a par­tire dagli Egizi che por­ta­vano i capelli rasati per motivi igie­nici e la indos­sa­vano per ren­dere la pro­pria imma­gine più impo­nente, ad altre cul­ture come Assiri, Fenici, Greci e Romani. Nel 1600 la par­rucca in Fran­cia diventa una vera moda, la por­tano anche per­sone appar­te­nenti a diversi ceti sociali e pro­fes­sio­nali, tant’è che ven­gono create anche delle cor­po­ra­zioni di arti­giani che si occu­pano appo­si­ta­mente della loro pro­du­zione.
Ana­liz­zando gli usi e i costumi riguar­danti il capello nei secoli, pos­siamo cogliere l’importanza che esso ha rive­stito nella società e visi­tare la mostra può essere anche un nuovo modo di approc­cio a que­sto mondo culturale.