La par­ruc­ca è una strut­tu­ra di capel­li con accon­cia­tu­re di varia natu­ra, sia­no essi veri capel­li uma­ni, cri­ni di caval­lo, fibre di ori­gi­ne natu­ra­le o sin­te­ti­ca. La par­ruc­ca vie­ne indos­sa­ta per sva­ria­ti moti­vi, tra i qua­li este­ti­ci, di moda, reli­gio­si, tra­ve­sti­men­ti o neces­si­tà tera­pi­che.

La sto­ria del­la par­ruc­ca ha ori­gi­ni mol­to anti­che, dato che nel­le tom­be egi­zie sono sta­te tro­va­te diver­se par­ruc­che. Anche nel­le civil­tà gre­ca e roma­na, la par­ruc­ca era piut­to­sto dif­fu­sa, sia per gli uomi­ni che per le don­ne. In par­ti­co­la­re, era­no con­si­de­ra­te pre­gia­te le par­ruc­che bion­de, con­fe­zio­na­te con capel­li pro­ve­nien­ti dal­le popo­la­zio­ni ger­ma­ni­che. Nel medioe­vo, però, le par­ruc­che saran­no spes­so com­po­ste da fila­ti di lino o di lana, e come tut­ti gli accor­gi­men­ti este­ti­ci, incon­tra­va una note­vo­le oppo­si­zio­ne e con­dan­na da par­te del­la Chie­sa di Roma. Sto­ri­ca­men­te, nel­le varie socie­tà pas­sa­te, le par­ruc­che van­no incon­tro ad alter­ne for­tu­ne, spo­po­lan­do soprat­tut­to nei perio­di eco­no­mi­ca­men­te più flo­ri­di, in cui tali accor­gi­men­ti este­ti­ci diven­ta­va­no qua­si indi­spen­sa­bi­li per esse­re ben inse­ri­ti nel­la più mon­da­na socie­tà. Il modo più tipi­co nell’indossare que­ste par­ruc­che, attor­no al XII seco­lo, si con­fi­gu­ra­va nell’integrazione dei capel­li natu­ra­li con quel­li postic­ci: nel­lo spe­ci­fi­co, si lascia­va spes­so sco­per­ta la radi­ce dei capel­li natu­ra­li sul­la fron­te.

Il gusto per le par­ruc­che, dall’Italia, si pro­pa­ga anche in Fran­cia e in Inghil­ter­ra, fino a diven­ta­re vero e pro­prio orna­men­to por­ta­to da tut­ti, gio­va­ni e vec­chi, uomi­ni e don­ne, nei seco­li XVII e XVIII: que­sto fu effet­ti­va­men­te un perio­do d’oro per la par­ruc­ca. La moda del tem­po vole­va che le par­ruc­che fos­se­ro mol­to ric­cio­lu­te, qua­si baroc­che, di colo­re bru­no. Le par­ruc­che era­no mol­to lun­ghe e arri­va­va­no a copri­re il dor­so e il pet­to negli uomi­ni, pur rima­nen­do bas­se sul­la fron­te, men­tre nel­le don­ne era­no intrec­cia­te con nastri, gio­iel­li e fioc­chi. All’inizio del XVIII seco­lo il gusto si evol­ve: l’abbondanza di ric­ci vie­ne inci­pria­ta e rial­za­ta sul­la fron­te. Ormai il gusto vuo­le che la par­ruc­ca ven­ga com­po­sta non più con tin­te bru­ne, ben­sì con capel­li di colo­re gri­gio. Rapi­da­men­te, la par­ruc­ca per­de i ric­ci e le gran­di dimen­sio­ni, coe­ren­te­men­te con l’abbandono del­lo sti­le baroc­co, con­fi­gu­ran­do­si sem­pre più come assie­me di due code anno­da­te in fon­do e tenu­te davan­ti e suc­ces­si­va­men­te come un’unica coda rac­col­ta in una pic­co­la bor­sa di seta nera.

Le par­ruc­che fem­mi­ni­li abban­do­na­no la linea baroc­ca lar­ga e schiac­cia­ta per pas­sa­re, al con­tra­rio di quel­le maschi­li, ad altez­ze note­vo­li e biz­zar­re, sem­pre però ador­na­te in modo vario, con sciar­pe, fio­ri e gio­iel­li. È l’ultimo perio­do flo­ri­do per la par­ruc­ca: duran­te la rivo­lu­zio­ne fran­ce­se si con­no­te­rà anche di signi­fi­ca­ti poli­ti­ci (non por­ta­re le par­ruc­che inci­pria­te era sim­bo­lo di appar­te­nen­za al gia­co­bi­ni­smo) men­tre a Vene­zia ven­ne addi­rit­tu­ra impo­sta una tas­sa sull’uso, non poten­do­ne sra­di­ca­re l’uso, ormai con­so­li­da­to.

La sto­ria del­le par­ruc­che con­ti­nua nel­la secon­da par­te, dal 1800 ai gior­ni nostri, che pub­bli­che­re­mo il pros­si­mo mar­te­dì. Segui­te­ci!