La par­ruc­ca è sta­ta con­ce­pi­ta negli anni d’oro come un acces­so­rio per la bel­lez­za fem­mi­ni­le. Negli anni 60 e 70 la moda del­la par­ruc­ca era ai mas­si­mi livel­li.

Oggi la par­ruc­ca vie­ne mag­gior­men­te uti­liz­za­ta per tre moti­vi: nel cam­po cine­ma­to­gra­fi­co e tea­tra­le, le disco­te­che o luo­ghi di diver­ti­men­to e la par­ruc­ca da tera­pia, per chi pur­trop­po ha gra­vi malat­tie.

In que­gli anni la par­ruc­ca era con­si­de­ra­ta qua­si come un acces­so­rio dell’abbigliamento, qua­si come una cal­za­tu­ra.

Era­no anni in cui la moda cam­bia­va mol­tis­si­mo da un anno all’altro per cui anche la capi­glia­tu­ra segui­va que­sto trend. Le tin­tu­re non ave­va­no que­gli stan­dard di sicu­rez­za di oggi ed ecco che la par­ruc­ca risol­ve­va un cam­bio di accon­cia­tu­ra. Chi non era pro­pen­sa al cam­bia­men­to di look, ave­va una par­ruc­ca rigo­ro­sa­men­te simi­le al pro­prio taglio di capel­li, in modo da ave­re sem­pre una testa pron­ta per le usci­te, sen­za dover ricor­re­re alla mes­sa in pie­ga del­la par­ruc­chie­ra.
Se si cal­co­la che a caval­lo tra gli anni 60 e 70 1 don­na su 3 aves­se alme­no una par­ruc­ca, si ha le dimen­sio­ni del feno­me­no. Il posto pre­fe­ri­to era il clas­si­co comò del­la came­ra su cui spun­ta­va la famo­sa testa di capel­li. I mate­ria­li era­no in sin­te­ti­co o in capel­lo natu­ra­le. E que­sto ovvia­men­te influi­va sui costi. Anche di man­te­ni­men­to. Una par­ruc­ca in fibra di kane­ka­lon era sem­pre pron­ta all’uso. Basta­va al mas­si­mo una spaz­zo­la­ta, e… et voi­là. Ma ave­va il gros­so han­di­cap di non poter esse­re cam­bia­ta la pet­ti­na­tu­ra. Il taglio e il colo­re era quello,punto e basta.
Ecco quin­di che per le clien­ti più esi­gen­ti, vi era­no (e vi sono tutt’oggi) le par­ruc­che in capel­lo natu­ra­le. Se è vero che biso­gna sem­pre man­te­ne­re la pie­ga come per i pro­pri capel­li, è anche vero che si può varia­re il tipo di pie­ga, ric­cia o liscia, e anche il colo­re. Per cui la mano del­la par­ruc­chie­ra era fon­da­men­ta­le, e basta ricor­da­re come i loro nego­zi abbon­das­se­ro di testi­ne in poli­sti­ro­lo con la pro­pria par­ruc­ca sopra.
Ma non era­no solo le par­ruc­chie­re a ven­de­re par­ruc­che. Il feno­me­no era tal­men­te dif­fu­so che pra­ti­ca­men­te chiun­que le ven­de­va: pro­fu­me­rie, super­mer­ca­ti e gran­di magaz­zi­ni e per­fi­no Postal Mar­ket. Come con i tele­fo­ni­ni oggi. Addi­rit­tu­ra vi era­no le pub­bli­ci­tà sui gior­na­li che con solo 5.000 lire acqui­sta­vi una par­ruc­ca per cor­ri­spon­den­za.
Natu­ral­men­te anche i par­ruc­chi­ni per uomo era­no al top e la cosa sem­bra ovvia se si pen­sa che era­no ani in cui trion­fa­va­no i capel­lo­ni. Pro­va­te a chie­de­re ad un ses­san­ten­ne di oggi, un ex 30enne all’epoca cal­vo e vedre­te cosa vi rispon­de­rà.
Ma anche la moda dei capel­li postic­ci come tut­te le mode più rap­pre­sen­ta­ti­ve degli anni 70 è anda­ta scia­man­do ver­so la fine del decen­nio quan­do il feno­me­no vide un for­te ridi­men­sio­na­men­to. Vuoi per­ché non anda­va più la moda kitch (E le par­ruc­che un po lo era­no – e lo dico con entu­sia­smo da fana­ti­ca del kitch anni 70) vuoi per­ché era­no tra­mon­ta­ti i look for­ti a van­tag­gio di look mol­to più mor­bi­di e natu­ra­li (Basta pen­sa­re al truc­co) e vuoi per­ché le tin­tu­re per capel­li col tem­po han­no visto sem­pre più ridi­men­sio­na­re gli effet­ti nega­ti­vi sui capel­li. Insom­ma, con l’avvento degli anni 80 (Anco­ra un a vol­ta loro!) del­le par­ruc­che pra­ti­ca­men­te non rima­ne più trac­cia se non nel­le impol­ve­ra­te sof­fit­te di qual­che per­so­na gelo­sa del suo pas­sa­to.
Ho un ricor­do par­ti­co­la­re del­le par­ruc­che degli anni 70 che va mol­to oltre la col­le­zio­ne. Una vera mania, come è tipi­ca di tut­ti noi aman­ti e nostal­gi­ci degli anni 70. Una nostal­gia infi­ni­ta e peren­ne che solo una mac­chi­na del tem­po o la bac­chet­ta magi­ca di qual­che fata potreb­be leni­re. Ma io aspet­to… se nes­su­no inven­te­rà la mac­chi­na del tem­po, potrò alme­no spe­ra­re su qual­che fata…
…con la par­ruc­ca anni 70, ovvia­men­te!