Analisi capelli: ecco gli esami tricologici per scoprire la calvizie!

Come capire se siamo affetti da calvizie? Quando la perdita dei capelli diventa una patologia? Ecco gli esami da fare!

La caduta dei capelli interessa ogni anno molte persone, sia donne sia uomini, ma quando questa si trasforma in patologia? Esistono degli esami tricologici ad hoc per individuare l’entità del problema, vediamo assieme quali sono.

Per prima cosa è importante rilevare che questi esami possono essere indicati dopo aver effettuato una prima visita tricologica presso un centro tricologico preposto e che la scelta degli esami da fare è a discrezione dell’esperto poiché serve per completare l’anamnesi del paziente e studiare le cause che hanno indotto ad una caduta dei capelli maggiore rispetto alla norma. Le diagnosi tricologiche si basano sui responsi dati da determinati esami per determinare la calvizie, si tratta di esami strumentali e procedure semplici come ad esempio:

  • Wash test –> si può compiere direttamente da casa e consiste nel lavare la chioma in un recipiente o lavandino per raccogliere, contare ed osservare i capelli che si staccano. Il test dev’essere compiuto dopo un determinato periodo, circa ad una settimana di distanza dall’ultimo lavaggio. Il numero dei capelli caduti rivela la possibile entità del problema, ossia nel telogen effluvium il numero si aggira sui 200 ma può anche superare il migliaio.
  • Conteggio giornaliero –> consiste nel contare per circa 14 giorni tutti i capelli che cadono (si possono trovare sul cuscino, sulla spazzola, sui vestiti e dopo il lavaggio). Si tratta però di una procedura non pienamente attendibile poiché richiederebbe una ricerca ossessiva dei capelli caduti e che non garantisce informazioni più attendibili rispetto al test descritto in precedenza.
  • Tricogramma –> permette di definire la formula pilare, ossia stabilire se i capelli persi siano in fase anagen o telogen e di identificare l’importanza del fenomeno. Si esegue strappando in determinate aree un campione di circa 100 capelli che poi saranno studiati e analizzati al microscopio per valutare le percentuali di anagen, telogen e catagen. Di norma le proporzioni sono: 85% anagen, 14% telogen e 1% catagen; se queste dovessero discostarsi di molto, potrebbe indicare un problema di calvizie.
  • Esame al microscopio –> per analizzare i capelli si deve prima eseguire il wash test e consegnare il campione raccolto al laboratorio. Attraverso l’uso di un microscopio ottico a basso ingrandimento si potrà ripartire il campione in varie categorie: capelli in anagen, telogen e catagen. Si potrà studiare le caratteristiche strutturali dei capelli come: il diametro di fusti e bulbi, lo stato di conservazione della cuticola esterna, anomalie strutturali congenite o acquisite. Ad esempio, se si dovessero riscontrare deficit proteici i bulbi saranno piccoli, con diametro ridotto dei fusti; nel caso di danni subiti da trattamenti cosmetici fisico-chimici (phon, spazzole, decolorazioni, tinte, ecc.) si può notare tricoptilosi, tricoressi e pseudomonoletrix. Quest’esame, inoltre, è in grado di individuare sostanze estranee al fusto come spore fungine, squame, lendini ed altri.

Infine, abbiamo descritto solo alcuni degli esami tricologici per identificare la calvizie, ne esistono anche altri che possono essere abbinati a test appena espressi e che aiuteranno a costruire un quadro più preciso della situazione della calvizie.