Calvizie femminile: che cos’è, quali sono le cause e come curarla?

Un numero sempre maggiore di donne è interessato da calvizie femminile, di che cosa si tratta? Quali sono le cause? Come curarla? Ecco qualche risposta!

La calvizie femminile interessa un numero sempre maggiore di donne ogni anno, le cause possono essere molteplici e la caduta dei capelli può manifestarsi in maniera più o meno grave, per questo agire con tempestività è importante: prima s’identifica il problema e prima è possibile risolverlo. La caduta dei capelli per una donna crea grandi ripercussioni soprattutto psicologiche, provocando la diminuzione dell’autostima e in alcuni casi addirittura la depressione.

Per prima cosa è necessario capire quali sono le cause della caduta dei capelli e non cercare di arginare il fenomeno acquistando shampoo e altri prodotti non specifici per risolvere il problema: tutto deve partire dalle cause scatenanti, solo così si potrà agire e identificare la terapia più corretta. La causa più frequente di perdita dei capelli è l’alopecia androgenetica, che può manifestarsi a qualsiasi età, anche se un recente studio ha dimostrato che la patologia si sviluppa soprattutto dopo i 50 anni nel 42% dei casi e solamente nel 21% delle donne prima dei 30 anni. Inoltre, le donne più colpite hanno riportato precedenti familiari da parte paterna, anche se per una minima parte può essere una cosa nuova.

Come si può capire se la caduta dei capelli si stia trasformando in calvizie?

In primis bisogna analizzare il tipo di perdita, ossia un’aumentata caduta dei capelli può essere associata a telogen effluvium, causato da:

  • diete dimagranti non bilanciate soprattutto in donne giovani;
  • dall’assunzione di farmaci antidepressivi;
  • vitamina A;
  • gravidanza;
  • alcuni farmaci contraccettivi che contengono levonorgestrel;
  • stress;
  • disfunzioni tiroidee;
  • carenza di ferro e vitamina D;
  • trattamenti per capelli alla cheratina.

Lo studio delle cause e la messa a punto di una terapia adatta devono avvenire per merito di personale specializzato, rivolgersi ad un centro tricologico e fissare un primo incontro rappresentano il primo step per identificare il problema e le sue cause. La tricoscopia o il monitoraggio del cuoio capelluto, assieme ad altri esami, rappresenta uno dei metodi più affidabili per avere una panoramica sufficientemente completa della situazione. Il tricologo, dopo aver verificato lo stadio e le cause, è in grado di procedere con lo studio di una terapia giusta per riportare il cuoio capelluto alle sue normali condizioni. La cura può avvalersi di prodotti igienici specifici oppure essere combinata con macchinari particolari, inoltre, la durata può essere variabile, a volte si deve ripetere la terapia ad intervalli cadenzati in particolari momenti dell’anno, in altri casi invece è sufficiente effettuare un ciclo solamente.

Infine, si può affermare che la calvizie femminile a volte diventa una vera patologia perché inizialmente non si presta attenzione ai segnali lanciati dal nostro corpo, al tipo di caduta, alla quantità di capelli persi e si cerca di correre ai ripari applicando, senza consultare degli specialisti, prodotti non adatti. Invece, un’anamnesi corretta è fondamentale per risolvere la calvizie prima che diventi cronica.

 

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