Esiste una relazione tra caduta dei capelli e Covid-19?

Problemi di caduta dei capelli? Il Covid-19 ha ripercussioni sulla nostra capigliatura? Approfondiamo di più l’argomento!

È vero che esiste una correlazione tra la caduta dei capelli e il Covid-19? Se sì, in che cosa consiste? Facciamo chiarezza!

È ormai risaputo che il Covid-19 sta coinvolgendo un certo numero di persone in tutto il mondo, abbiamo visto come si sviluppa e la contagiosità e, oltre alle ricadute sull’apparato respiratorio, sul gusto, l’olfatto, l’emicrania e problemi muscolari, in certi casi pare aver accentuato la caduta dei capelli. Quest’ultimo è proprio uno dei temi discussi al 94° Congresso Sidemast (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse) dove si è portata l’evidenza che circa il 30% delle persone che sono risultate positive al coronavirus hanno presentato successivamente una caduta dei capelli più cospicua del normale. Questo tipo di diradamento rientra nel Telogen Effluvium che causa la perdita di circa 100-200 capelli al giorno ed è paragonabile a quella avvenuta in seguito ad eventi traumatici.

Ne parla nello specifico la Dott.ssa Bianca Maria Piraccini, docente dell’Università di Bologna, che riferisce che le primissime segnalazioni sono avvenute nel mese di giugno e arrivate a livello globale, da tutte le nazioni coinvolte. È stata creata così una task force guidata dalla Dott.ssa Michela Starace con l’obiettivo di registrare tutti i casi di perdita dei capelli avvenuti dopo aver contratto l’infezione e cercarne il nesso.

Si è riscontrato, inoltre, che nella quasi totalità delle casistiche la caduta dei capelli si manifesta circa 2-3 mesi dopo la negativizzazione, l’ipotesi è che possa essere dovuta a concause come: dimagrimento, allettamento, uso di farmaci specifici, ipo-ossigenazione e stress. Pare però essere un tipo di caduta temporanea e quindi risolvibile ma in alcuni casi questa può protrarsi anche fino a 6-8 mesi.

Quali possono essere le soluzioni?

Per prima cosa è opportuno attestare il problema e rivolgersi ad uno specialista per uno studio del caso e capirne l’entità, una diagnosi corretta, infatti, è indispensabile per la determinazione di una terapia adeguata. Molto utile in questa fase è il monitoraggio del cuoio capelluto perché permette di analizzare la cute e individuare eventuali anomalie.

Tra le soluzioni ipotizzate dagli esperti ci sono una corretta igiene del cuoio capelluto con prodotti adeguati e personalizzati, la micro-stimolazione della circolazione cutanea con trattamenti topici come lozioni stimolanti e anche l’utilizzo di macchinari specifici che siano in grado di stimolare l’attività dei follicoli piliferi e il corretto svolgimento del ciclo di crescita del capello.


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