È possibile godere dell’iva agevolata per l’acquisto di parrucche?

Acquisto parrucche: si può godere dell’iva agevolata? Come? Ecco la nota di precisazione dell’Agenzia delle Entrate!

È ormai risaputo e riconosciuto che le parrucche rappresentino un valido supporto, per chi si deve sottoporre a terapie per determinate patologie, sia dal punto di vista estetico sia psicologico della persona interessata, per questo ci si chiede se questa spesa possa godere dell’agevolazione Iva al 4% riservata agli ausili per disabili, se intesa come protesi sanitaria.

Facciamo chiarezza sull’argomento!

Si può godere dell’Iva al 4% per le parrucche?

L’Agenzia delle Entrate, interpellata sull’argomento, ha precisato che è possibile godere dell’Iva al 4% per l’acquisto di parrucche che servano a compensare un danno estetico ma solamente se si è in possesso della prescrizione medica rilasciata da uno specialista operante nel servizio sanitario pubblico regionale, in base alla vigente disciplina della Regione di appartenenza.

Nella risposta n. 508 del 10-12-2019 l’Agenzia delle Entrate specifica la validità della prescrizione a prescindere dalle differenti denominazioni delle strutture sanitarie pubbliche competenti regionali sempre che queste sostituiscano le ASL nell’esercizio di tali funzioni.

La parrucca può quindi essere assimilata alla protesi sanitaria?

L’Agenzia delle Entrate risponde che nel D.P.R. n. 633 del 1972 si stabilisce l’applicazione dell’Iva ridotta al 4 % tra l’altro per “apparecchi (…) da portare sulla persona o da inserire nell’organismo, per compensare una deficienza o una infermità”.

Si possono, inoltre, distinguere due raggruppamenti di ausili o protesi:

  1.  Ausili c.d. per vocazione –> ossia per persone che sono affette da menomazioni (come la protesi alla gamba);
  2. Altri beni che possono essere usati come ausili –> nel caso B), che si può ricondurre alla parrucca come aiuto di un disagio psicologico, l’aliquota ridotta è applicata “nei confronti di soggetti muniti di specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista della Usl di appartenenza, nella quale si faccia anche riferimento alla menomazione permanente dell’acquirente”.

Il Ministero della Salute aveva già considerato la detrazione della spesa per l’acquisto della parrucca come per le altre spese sanitarie specificando che “se si tiene in considerazione la funzione della parrucca di correzione di un danno estetico conseguente ad una patologia e, contemporaneamente, di supporto in una condizione di grave disagio psicologico, non vi sono dubbi sulla possibilità di caratterizzare tale funzione come sanitaria”.

La parrucca per questo può rientrare nel novero delle spese sanitarie se creata con la destinazione d’uso di dispositivo medico e quindi dotata di marcatura CE.